Personal Branding: intervista a Tommaso Sorchiotti

Tommaso-Sorchiotti1Tommaso Sorchiotti, Social Media Activist, si occupa di formazione e di strategie di comunicazione sui nuovi strumenti della Rete, aiutando le aziende a capire e vivere Internet. È stato precursore e divulgatore del microblogging in Italia. L’anno scorso e’ uscito per Hoepli il libro Personal Branding – L’arte di promuovere e vendere se stessi online di cui è coautore assieme a Luigi Centenaro.

1. Dacci un parere spassionato: secondo te quali sono le aziende italiane che hanno compreso le opportunità della rete e stanno utilizzando al meglio i social network?

Ci sono grandi aziende italiane che hanno abbracciato Social Media e Social Network in maniera intensa da qualche anno. Altre che sono arrivate di recente con investimenti interessanti. Poi esistono piccole realtà che cercano di sfruttare l’online e i Social Network senza necessariamente grossi budget. Non nascondo di avere un debole per quest’ultime.

Senza scomodare le eccellenze classiche di Social Media nel nostro paese, come Barilla, Fiat o Regione Toscana mi vengono in mente i ragazzi di Edizione Becco Giallo su Foursquare, ATACmobile su Twitter, Ikea e BMW su Facebook. Le aziende che hanno compreso le opportunità della Rete alla fine son quelle che pensano realmente alla community.

2. Il Personal Branding è fondamentale, ma non c’è il rischio che diventi solo un fenomeno pubblicitario attraverso il quale si favoriscono persone che sanno attirare l’attenzione ma nei fatti sono meno meritevoli? Quante delle persone che fanno un buon Personal Branding sono poi quelle che creano contenuti veramente importanti?

Il rischio c’è ed è reale. Ma alla lunga le persone sanno riconoscere chi merita attenzione sulla base dei contenuti che crea o del lavoro che condivide da chi sta vendendo una bellissima scatola vuota. Fare Branding di se stessi significa capire come comunicare al meglio il proprio valore e il proprio talento. Senza questi elementi o ci si promuove per quello che non si è e la Rete in breve può smascherare l’inganno o si promuove qualcosa d’inconsistente.
In entrambi i casi le conseguenze sono negative e la Rete ha memoria di ogni episodio.

3. Sei stato uno dei primi in Italia a utilizzare e approfondire il fenomeno microblogging e conosci benissimo il mondo dei social network. Cosa pensi di Twitter e soprattutto degli strumenti di analisi dei social media come Klout? Pensi che sia uno strumento affidabile?

A prima vista sembrerebbe che Klout sia diventato il nuovo BlogBabel (il servizio che analizza i contenuti dei blog italiani e le loro relazioni reciproche) dove, al posto dei blog, ci sono i social network più frequentati. Di fatto si tratta di uno strumento per misurare non tanto l’influenza di un utente, quanto la capacità di Reach, di raggiungere un numero interessante di persone, attraverso alcuni elementi, primi fra tutti la frequenza e le interazioni con la propria rete di contatti. Attraverso un punteggio chiamato Klout Score viene misurata inoltre la probabilità di amplificazione e l’audience reale. Il fatto che si basi esclusivamente su metriche quantitative mi lascia abbastanza perplesso sull’accuratezza della valutazione.

Di Klout considero interessanti la classificazione degli utenti (creatore, esploratore, specialista, ecc) che la piattaforma realizza sulla base di questi elementi, mentre mi piace meno la malleabilità del Klout Score. Ad esempio variando la frequenza di pubblicazione si ha quasi subito una variazione significativa del punteggio. L’area Perk invece la sto seguendo attentamente. Attivare delle promozioni o degli inviti a una festa solo sulla base del punteggio, escludendo quindi utenti con un punteggio più basso, non mi sembra una mossa sempre valida.

Nel frattempo aspetto con curiosità Kred.ly, dal momento che Peer Index mi sembra abbastanza povero.

4.  Il curriculum è superato? Quali strategie dovrebbero attuare i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro?

Il CV rimane uno strumento valido e importante. Il problema è che difficilmente riuscirà a contenere tutte le informazioni rilevanti per cercare lavoro. Basta pensare alle nuove competenze relazionali, tecniche/tecnologiche o di creazione di contenuti, che gli strumenti online ci fanno sviluppare. Gestire un blog significa ad esempio far proprie queste competenze, anche se (mi raccomando!) non basta per auto-definirsi esperti. Quasi nessuno le inserisce nel Curriculum e spesso è anche difficile formularle!

Un buon CV deve essere quindi affiancato da una presenza online congrua ed efficace. I Social Media sono una grandissima opportunità per mettere in mostra le proprie competenze e la propria visione del mondo, nello specifico il settore sul quale vogliamo lavorare o la nostra passione.

L’importante è non snaturarsi ma esprimersi con la propria voce. Fare networking. Sperimentare e mettersi alla prova.

Lascia un commento

Related posts

Commenti

  1. Daniele Ferla dijo:

    Bellissima intervista, ricca di spunti. Posseggo il libro di Luigi e Tommaso e lo rileggo sempre quando ho qualche dubbio … e trovo la mia risposta.
    Per nadare oltre invece mi piacerebbe sapere quali sono realmente le piattaforme ad oggi che possono permettere di mostrare unicamente la propria personalità.
    Twitter, Facebook, LinkedIn, Viadeo, Youtube etc sono solo degli strumenti costruiti per singole attitudini, esiste invece una piattaforma che possa permettere di identificare la personalità di un individuo a 360°? Per esempio che possa essere messo in mostra che è un bravissimo cuoro, ma anche un ballerino con la passione per i fiori, oltre ad essere un seo e il segretario di una associaizone culturale no profit.

    Ad oggi, non esiste!
    Ma esisterà!


    • Valentina Dal Mas dijo:

      Grazie Daniele!
      Mi fa piacere che ti possa essere utile per la tua carriera!
      Alla prossima e buona giornata
      valentina


  2. Luigi Centenaro dijo:

    Ciao Daniele,
    grazie davvero per il tuo commento.
    Ma non ho capito però cosa intendi con “identificare la personalità di un individuo a 360″?
    In quel senso (cuoco, ballerino, SEO) FB può fare molto…


Lascia un commento

Opzionale